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Antonio Fassina
Paola Biondi - "Diva e Donna"

Dalla rivista "Diva e Donna" del 18 luglio 2006


VIBRAZIONI ANTI-ETA'
Antonio Fassina è un medico chirurgo, ma è anche un sensitivo. Per questo motivo svolge oggi la propria professione in maniera molto particolare, curando dalla colite alle vene varicose.

"Sono del segno dei pesci : metà con i piedi per terra e metà in un mondo fantastico. E faccio ricerca esoterica da sempre. Già ai tempi dell'Università avevo notato che i medici tendono a curare più gli effetti che le cause e che nei libri non ci sono risposte, se non meccanicistiche, alla domanda: "Perché uno si ammala?". La malattia può derivare anche da cause molto profonde, oltre che dalla psiche e dallo spirito, addirittura dai ricordi inconsci di vite passate. Perciò, dopo 12 anni di servizio ospedaliero come ortopedico, ho fatto una scelta precisa : andare alla ricerca di queste risposte, trovando i miei maestri anche molto lontano, se necessario, come in Nepal, in Tibet, India, Perù e Bolivia, arricchendomi di contributi culturali molto diversi e lontani fra loro, sia nello spazio sia nel tempo".

- Come si è avvicinato a questa visione "esoterica" della medicina?

"Mi aveva colpito la Psicomagia, di Alejandro Jodorowsky (vedi Diva e Donna n° 23), con cui egli sostiene una forma di psicoterapia molto creativa. A differenza di Jodorowsky che è un artista, io ho una formazione scientifica e ho quindi tentato di inquadrare la mia ricerca entro caselle logiche, scontrandomi con realtà come la mente e la volontà, ma anche l'anima. Ho scoperto così che nell'uomo c'è una vera e propria struttura nascosta, esoterica, che può procurare qualunque malessere fisico".

- E allora come si fa?

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E' allo studio il fatto che con la forza del pensiero sia possibile comandare un computer, quindi è possibile l'interazione elettrica o elettromagnetica tra la mente e il corpo o la materia. Ogni cosa è circondata da un suo campo vibratorio e pertanto, conoscendo le diverse frequenze, è possibile farle interagire fra loro, esattamente come con un telecomando riusciamo a cambiare canale sul televisore. Le implicazioni pratiche nel campo medico sono tantissime, si può, per esempio, testare la tolleranza a un alimento".

- E poi?

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Questo meccanismo è stato chiamato scientificamente "effetto risonanza". Il rimedio entra in "risonanza" con la frequenza della cellula e facendola "vibrare" spinge il corpo stesso a liberarsi della malattia. Sfruttando all'estremo questo principio ho potuto mettere a punto una serie di trattamenti innovativi in cui alcune sostanze, anche se semplicemente appoggiate sui "chakra" (termine della fisiologia indiana, con cui si indicano i centri energetici del corpo umano,il cui squilibrio determina quello degli organi a cui vengono associati, ndr), grazie alle loro vibrazioni riescono a far vibrare le strutture energetiche del corpo e a dissolvere i blocchi energetici. All'inizio ho sperimentato queste nuove tecniche su di me e su amici e parenti e poi, quando ho avuto la certezza della loro efficacia, anche sui pazienti".


L'ESPERIMENTO
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Facciamo un test, pensi a un alimento", dice Fassina, "metta il pollice e l'indice della sua mano destra ad anello e stringa più che può". Fassina esercita una leggera pressione sulle mie dita che si aprono come se non avessero alcuna forza. "A che cosa ha pensato?"

- Al pane

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Ha visto? Ciò che le toglie energia è il lievito. Non si sente gonfia dopo aver mangiato del pane?".

- In effetti, da quando mi succede evito i panini…

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Il lievito è il segnalatore di un evento psicologico avvenuto tempo fa. Intolleranza al lievito nel mio linguaggio significa "tradimento subito". Sicuramente lei ha vissuto come una prepotenza, più o meno verso i 16 anni, che ha superato razionalmente, ma che le ha lasciato una traccia sottoforma di intolleranza alimentare".

- Forse al liceo… uno "scivolone" in greco scritto e la materia a settembre ( llora si usava ancora così), nonostante gli ottimi voti in pagella…

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Questo è stato un trauma".

- E la terapia ?

Fassina ci conduce in una stanza linda e piena di luce, con un tatami sul pavimento. Sotto il nostro sguardo un po' scettico prende due vasetti di vetro contenenti del liquido, sulle etichette si legge: "Gasolio" e "Acquaragia".

"Ogni sostanza è terapeutica, basta saperlo. Ora le chiedo di stare per una mezz'oretta con queste due boccette sulla pancia, in corrispondenza del 2° e 3° chakra. Le vibrazioni che emettono interagiscono con il suo campo. Energeticamente, il gasolio ha la stessa vibrazione della prepotenza, mentre l'acquaragia rappresenta la costrizione che lei ha operato su se stessa per sopportarla. Così sciogliamo il “ nodo “ che, fra l'altro, sicuramente le impedisce di esternare fino in fondo le sue emozioni".

Penso che può essere così e me ne sto sdraiata con il gasolio sullo stomaco e l'acquaragia un po' più giù, a guardare sugli scaffali intorno a me una miriadi di "simboli" del vivere: Krishna e Cristo, Padre Pio e l'idolo africano, minerali giganti e cristalli vari, spirali di rame, il Buddha indiano e quello più simpatico con la pancia e le orecchie lunghe perché è felice e sa ascoltare . Beato lui. Poco più in là, altri barattoli con la scritta "Naftalina", ma anche…"Moscato di Sicilia"!


LA TERAPIA ANTI-AGE
- Un meccanismo molto simile caratterizza anche una misteriosa terapia anti-age che il dottore ha messo a punto… In che consiste?

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L'uomo è programmato a produrre, sin dalla nascita, un sottile veleno mentale la cui caratteristica è quella di rendere le cellule sempre meno attive nel depurare il corpo. Col passare degli anni, le quantità sempre maggiori accumulate di questa sostanza producono un rallentamento dell'intero organismo con conseguente ritenzione di tossine fisiche, che sono la vera causa dell'invecchiamento. Con questa terapia anti-age è possibile tornare alla vitalità dei 16 anni eliminando dal corpo questo sottile veleno che con la sua presenza abbassa la nostra vibrazione ed intorpidisce corpo e mente".

"Per desensibilizzare la mente all'azione del tempo si usano tre sostanze diverse, che non posso svelarle, posizionate per trenta minuti su specifici punti del corpo e in una seconda fase si eliminano le tossine mentali finora prodotte e accumulate…".


PER FINIRE, IL RITO SCIAMANICO
Fassina ha organizzato un rito sciamanico in una chiesetta sconsacrata. "Lo faccio uguale a New York al Central Park", mi dice, "nella vita ognuno ha una missione e il rito di questa sera serve a liberare i talenti. Vuol vedere?".

- Ok, la curiosità è femmina…

Poco dopo siamo lì. La gente, una trentina di persone, arriva alla spicciolata: Fassina ha portato un tamburo, gli altri hanno campanelli, bongos, maracas, campanacci, legnetti, ma anche un clarinetto e un sax. In diversi punti della sala, che una volta era divisa in tre piccole navate, ci sono ciotole con del vino rosso. Il ritmo comincia, chi non suona batte le mani, c'è chi prende a ballare.Noi guardiamo. Saltellano. Anche scalzi. Movenze tribali che sembrano emergere da un passato ancestrale.

Ammettiamo che si fa fatica a stare fermi sulla sedia. Proviamo anche noi a suonare uno strumento fatto con una zucca e piccoli pendagli di osso: non male. Respiro profondamente e mi rilasso. E' un crescendo ipnotico; quelle che si diffondono nell'aria sono le vibrazioni positive? L'insieme improbabile di suoni riesce a diventare un tutto armonico. Piacevole. Sarà merito del gasolio e dell'acquaragia? Finchè dal sax arriva una nota continua come di una nave che arriva nel porto. Piano piano il ritmo decresce, fino a placarsi. I volti hanno preso colore, si aprono occhi e sorrisi, scaturisce anche l'applauso. Avrò liberato anch'io il mio talento? Forse dovrei provare a mangiare un panino…

 



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